XXIX Domenica del Tempo Ordinario – 22 ott 2017

Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21)

Ipocrisia smascherata

 In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Appuntamenti Araldini

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Proteste per l’Ave Maria all’Università

 

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario – 15 ott 2017

Dal Vangelo secondo Matteo  (22,1-14)

Tutti siamo invitati alle nozze dell’amore di Dio nel tempo e nell’eternità

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.

Il chitarrista di Vasco Rossi che è diventato Terziario Francescano

La sua è una storia che ormai da sedici anni è diventata itinerante. Da quando ha deciso di lasciare il rock duro e passare all’ideale di vita francescano.
 
Perché Nando Bonini è passato da chitarrista di Vasco Rossi a Terziario Francescano.

Musicista, compositore, autore, arrangiatore, Bonini si affaccia alle opere di carattere religioso già nel 1995, quando, su commissione di alcuni amici, compone un musical sulla vita di San Francesco.

“IL MIO PEGGIOR DIFETTO…”

Fu l’inizio della svolta. «Il musical su San Francesco – confessava a lalucedimaria.it – è stato l’inizio, per me in modo inconsapevole, di un cammino che ora continua e prosegue fino a quando Dio vorrà. Il Signore ha usato il mio peggior difetto in quel periodo, la vanagloria, per farmi avvicinare alla fede. La storia è lunga e non posso raccontarla tutta, ma in breve accettai l’incarico perché mi mancava nel curriculum la direzione artistica di un musical, che significa la gestione di tante persone, le musiche, le scenografie, ecc. Insomma, un lavoro dove mi vedevo a capo di tutto».

FONTI E VANGELO

In realtà, poi, per realizzarlo si è dovuto documentare su San Francesco, comprando le Fonti Francescane e il Vangelo. «Insomma, per fare bene quel lavoro dovevo prepararmi, ne andava della mia reputazione di musicista affermato. Le informazioni che prendevo, però, non erano semplici notizie, ma la Parola di Dio. E Dio, quando parla, ti parla al cuore, permette che, piano piano, quelle parole lette rimangano dentro e facciano riflettere».

LA PROFESSIONE SOLENNE

Negli anni successivi al musical ha proseguito il suo impegno cristiani con percorsi di fede e ha iniziato a comporre musica ispirata a Dio e Gesù. Poi il 13 maggio 2001 è diventato Terziario. «Con mia moglie Marina – raccontava Nando – abbiamo fatto la professione nell’Ordine Francescano Secolare con la promessa di impegnarci a vivere il Vangelo alla maniera di San Francesco, che non è né più né meno alla maniera di Gesù Cristo, cercando di applicare alla nostra vita il Vangelo pur essendo persone sposate e con una vita, un lavoro, un’esistenza normale come tutti gli altri, semplicemente cercando di mettere più attenzione cristiana nelle cose di tutti i giorni che ci restano da vivere».

Da allora Nando gira l’Italia tra parrocchie, oratori, scuole per raccontare questa sua fantastica esperienza.
 
Gelsomino Del Guercio

(fonte: sanfrancescopatronoditalia.it)

S.Eframo Vecchio e il convento dei frati

 

In piena città, ma lontano dal traffico caotico, tra l’Orto Botanico ed il Bosco di Capodimonte, si estende Sant’Eframo Vecchio. C’è ancora molto verde grazie a ville costruite tra il Seicento ed il Settecento e palazzi dai cui androni si può ammirare verde a perdita d’occhio fino a Capodimonte. Il polmone di verde più ricco è rappresentato, però, dai giardini che circondano la chiesa ed il convento di Sant’Eframo Vecchio, il più antico complesso dei frati minori cappuccini sorto in Campania. Essi, infatti, giunsero a Napoli nel 1529 e il Cardinale Vincenzo Carafa affidò loro, fuori Porta San Gennaro, sulla collina che portava a Capodimonte, una chiesetta con intorno dei giardini,  nel 1530 fu costruito il convento. I proprietari di ville e masserie che erano nelle vicinanze della chiesetta donarono o vendettero ai frati appezzamenti di terreno, per cui in pochi anni il Luogo si ingrandì tanto da poter ospitare più di cento frati. Alla fine del ‘500 furono scoperte e subito richiuse le catacombe, che nel 1931  furono riportate alla luce dall’archeologo oratoriano Antonio Bellucci(1); esse sono state oggetto di recenti restauri che andrebbero completati.

I frati cappuccini, veri seguaci di San Francesco d’Assisi vivono in povertà e gestiscono il convento con il proprio lavoro e con le offerte dei fedeli.

Sempre pronti ad aiutare il prossimo, nel 1656, mentre alti prelati si rifugiarono tra i certosini a San Martino, i cappuccini si offrirono di soccorrere gli appestati e la loro presenza contribuì al miglioramento dei lazzaretti (2). Morirono sessantadue frati, che furono sotterrati nell’attuale campo sportivo del convento. Nei primi anni del Settecento le loro ossa furono traslate in una fossa  che si trova in chiesa nella cappella del Crocifisso.

Attualmente il complesso avrebbe bisogno di lavori di ristrutturazione che lo renderebbero un polo di attrazione turistico di cui beneficerebbe tutto il quartiere di Sant’ Efremo Vecchio(3).

Eduardo Nappi

 

  1. E. Nappi, La chiesa di Sant’Eframo Vecchio in Napoli, in Studi e Ricerche francescane XIX (1990).
  2. E. Nappi, Aspetti della società e dell’economia napoletana durante la peste del 1656, Napoli 1980.
  3. E. Nappi, Passeggiando per il mio quartiere, in Quaderni dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, Napoli 2016.

(Fonte Meridionare News)

Aspettando gli Araldini

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I Laici Francescani di Sant’Eframo

È presente nella nostra parrocchia la parte laica della Famiglia Francescana ovvero, l’Ordine Francescano Secolare, denominato O.F.S. , composto dai professi perpetui; la Gioventù Francescana, GI.FRA., giovani fino ai 30 anni e gli Araldini, i più piccoli dagli 8 ai 14 anni.

La finalità dell’ordine è vivere da cristiani nel mondo, seguendo le orme del fraticello di Assisi.

La nostra vocazione ha come prerogativa essenziale, quella di vivere la fraternità, insieme ai fratelli e le sorelle che la compongono. È in essa che attingiamo la forza, attraverso attività come la preghiera, la formazione e la vita in comune, per poter affrontare il quotidiano, cercando di portare il vangelo agli altri e stare vicino a coloro che hanno bisogno di un sostegno, come peraltro gli impone la regola che seguono, approvata nei tempi nostri, 1978, da Papa PAOLO VI “PASSARE DAL VANGELO ALLA VITA E DALLA VITA AL VANGELO”.

Francesco d’ Assisi ha lasciato, nel proprio testamento il compito di essere presenti fattivamente nella chiesa locale, la Parrocchia. Infatti non manca l’impegno delle fraternità O.F.S., GI.FRA. Araldini, al fianco del parroco: vedi Caritas parrocchiale, percorso pre-Matrimoniale, catechismo prima Comunione e Cresima, assistenza agli anziani ed i momenti liturgici particolari.