XXV Domenica del Tempo Ordinario – 24 set 2017

Dal Vangelo secondo Matteo  (20,1-16)

“Le vie di Dio e i criteri dell’uomo”

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:

«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.

S.Eframo Vecchio e il convento dei frati

 

In piena città, ma lontano dal traffico caotico, tra l’Orto Botanico ed il Bosco di Capodimonte, si estende Sant’Eframo Vecchio. C’è ancora molto verde grazie a ville costruite tra il Seicento ed il Settecento e palazzi dai cui androni si può ammirare verde a perdita d’occhio fino a Capodimonte. Il polmone di verde più ricco è rappresentato, però, dai giardini che circondano la chiesa ed il convento di Sant’Eframo Vecchio, il più antico complesso dei frati minori cappuccini sorto in Campania. Essi, infatti, giunsero a Napoli nel 1529 e il Cardinale Vincenzo Carafa affidò loro, fuori Porta San Gennaro, sulla collina che portava a Capodimonte, una chiesetta con intorno dei giardini,  nel 1530 fu costruito il convento. I proprietari di ville e masserie che erano nelle vicinanze della chiesetta donarono o vendettero ai frati appezzamenti di terreno, per cui in pochi anni il Luogo si ingrandì tanto da poter ospitare più di cento frati. Alla fine del ‘500 furono scoperte e subito richiuse le catacombe, che nel 1931  furono riportate alla luce dall’archeologo oratoriano Antonio Bellucci(1); esse sono state oggetto di recenti restauri che andrebbero completati.

I frati cappuccini, veri seguaci di San Francesco d’Assisi vivono in povertà e gestiscono il convento con il proprio lavoro e con le offerte dei fedeli.

Sempre pronti ad aiutare il prossimo, nel 1656, mentre alti prelati si rifugiarono tra i certosini a San Martino, i cappuccini si offrirono di soccorrere gli appestati e la loro presenza contribuì al miglioramento dei lazzaretti (2). Morirono sessantadue frati, che furono sotterrati nell’attuale campo sportivo del convento. Nei primi anni del Settecento le loro ossa furono traslate in una fossa  che si trova in chiesa nella cappella del Crocifisso.

Attualmente il complesso avrebbe bisogno di lavori di ristrutturazione che lo renderebbero un polo di attrazione turistico di cui beneficerebbe tutto il quartiere di Sant’ Efremo Vecchio(3).

Eduardo Nappi

 

  1. E. Nappi, La chiesa di Sant’Eframo Vecchio in Napoli, in Studi e Ricerche francescane XIX (1990).
  2. E. Nappi, Aspetti della società e dell’economia napoletana durante la peste del 1656, Napoli 1980.
  3. E. Nappi, Passeggiando per il mio quartiere, in Quaderni dell’Archivio Storico del Banco di Napoli, Napoli 2016.

(Fonte Meridionare News)

Giochi senza frontiere – 2a edizione

GIOCHI SENZA FRONTIERE

2a Edizione

Domenica 8 ottobre dalle 8.30 alle 13.00 vivremo sul campetto del convento di S.Eframo Vecchio la seconda edizione del “giochi senza frontiere”, aperto ai bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni. Sarà una mattinata vissuta all’insegna della gioia, del divertimento e della fraternità.

Ma sarà anche un momento per coinvolgere i bambini della zona invitandoli ad iscriversi agli araldini per il nuovo anno fraterno.

Serve anche la tua collaborazione: gira la locandina alle famiglie che conosci e che hanno bambini di questa età, invitandoli a partecipare ed iscriversi entro il primo ottobre… se ognuno fa la sua parte anche quest’anno avremo la grazia di ricevere in dono tanti bambini da accompagnare nella fraternità araldini.
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Festa della Madonna del Brasile

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XXIV Domenica del Tempo Ordinario – 17 sett 2017

Dal Vangelo secondo Matteo  (18,21-35)

Donaci, Signore, la gioia di condividere il perdono

 In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti.

Aspettando gli Araldini

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Convocazione assemblea programmatica

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XXIII Domenica del Tempo Ordinario – 10 set 2017

Dal Vangelo secondo Matteo (18,15-20)

Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello

 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo. In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Arriva Festival Francescano 2017

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Si attende con gioia e trepidazione la fine di settembre per la nona edizione del Festival Francescano, la più grande manifestazione pubblica italiana dedicata alla figura di san Francesco, nata nel 2009 per celebrare gli 800 anni dall’approvazione della prima Regola. Organizzata dal Movimento Francescano dell’Emilia Romagna (MoFraER), Festival Francescano affronta quest’anno il tema del futuro, con uno sguardo particolare rivolto ai giovani e ai possibili ponti di dialogo con altre culture e religioni. «È un futuro provocatoriamente semplice, quello che Francesco e Chiara ci hanno ispirato – affermano gli organizzatori – Nell’umiltà di accettare un disegno più grande, tuttavia ognuno dovrebbe fare la sua parte». Un programma ricchissimo, con protagonisti d’eccezione, viene presentato dal Comitato organizzativo sul sito ufficiale www.festivalfrancescano.it.

I Laici Francescani di Sant’Eframo

È presente nella nostra parrocchia la parte laica della Famiglia Francescana ovvero, l’Ordine Francescano Secolare, denominato O.F.S. , composto dai professi perpetui; la Gioventù Francescana, GI.FRA., giovani fino ai 30 anni e gli Araldini, i più piccoli dagli 8 ai 14 anni.

La finalità dell’ordine è vivere da cristiani nel mondo, seguendo le orme del fraticello di Assisi.

La nostra vocazione ha come prerogativa essenziale, quella di vivere la fraternità, insieme ai fratelli e le sorelle che la compongono. È in essa che attingiamo la forza, attraverso attività come la preghiera, la formazione e la vita in comune, per poter affrontare il quotidiano, cercando di portare il vangelo agli altri e stare vicino a coloro che hanno bisogno di un sostegno, come peraltro gli impone la regola che seguono, approvata nei tempi nostri, 1978, da Papa PAOLO VI “PASSARE DAL VANGELO ALLA VITA E DALLA VITA AL VANGELO”.

Francesco d’ Assisi ha lasciato, nel proprio testamento il compito di essere presenti fattivamente nella chiesa locale, la Parrocchia. Infatti non manca l’impegno delle fraternità O.F.S., GI.FRA. Araldini, al fianco del parroco: vedi Caritas parrocchiale, percorso pre-Matrimoniale, catechismo prima Comunione e Cresima, assistenza agli anziani ed i momenti liturgici particolari.